Guarda un pò chi si rivede…

Sembra sia trascorsa una vita dall’ultimo post scritto… Come state? Come procede la vostra vita? La mia è sempre incasinata, ma questo non dovrebbe preoccuparmi più di tanto, oramai credo di averci fatto l’abitudine. Ho un nuovo lavoro, attualmente non retribuito per problemi economici aziendali ( non comment!! ) I bambini crescono in salute, grazie al cielo, chiaramente occupando tutto il mio tempo diciamo così " libero " se per libero s’intende quel piccolo spazio di tempo che rimane fuori dall’ufficio e dalle faccende domestiche… Ho imparato, come solo le donne riescono a fare, a combinare più cose contemporaneamente con tale maestria da lasciarmi talvolta impressionata in un susseguirsi di impegni che non finiscono mai, dalla mattina alla sera, tutti i giorni.

Comunque, nel mezzo a tutto questo casino, ho pensato bene di riprendere a studiare, del resto tutte quelle ore notturne a cosa servono altrimenti? Ihihih!! Ma qualcosa per me potrò concedermela o no? Eccheccavolo!!!

Insomma, sono veramente felice di riaffacciarmi in questa piccola casa della fantasia, chissà che non trovi il tempo anche per dedicarmi a questo blog, mah!!!

Un abbraccio a tutte voi.

Bacioni

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Quel vento sinistro chiamato sfiga,

che si è abbattuto ormai da tempo sulla capoccia mi ha messa KO! Entro la fine del mese anche l’indennità di disoccupazione terminerà e con essa la labile speranza di riuscire a trovare un lavoretto che speravo di iniziare a breve, ovvero il classico lavoro stagionale che fino allo scorso anno sollevava gli animi dei miseri disoccupati come me, ma che in quest’anno di carestia mortale non c’è modo di scovare da nessuna parte e peggio ancora, se c’è non ce n’è per tutti!! In quest’ultimo periodo me ne sono andata in giro per vedere meglio la situazione ma, ripeto, con insuccesso. Non vi dico il morale e soprattutto non parliamo del nervoso cronico che mi ha provocato una noiosissima e antipatica colite… Anche per questo motivo ho dovuto interrompere la scrittura dei raccontini, ho la testa da tutt’altra parte e poca voglia di scrivere bischerate, scusatemi.

Intanto vi abbraccio tutte quante, sperando di potervi informare presto su qualche novità positiva

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” L’ EPISODIO SPIACEVOLE ” DI MAURO MORETTI PARLANDO DELLE VITTIME DELLA STRAGE DI VIAREGGIO

VIAREGGIO. «Un episodio spiacevolissimo». Così l’amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti, ha definito i trentadue morti della strage di Viareggio. Moretti ha usato questo aggettivo e questo sostantivo durante un’audizione in Senato per parlare dell’incidente del 29 giugno: un treno che deraglia e una cisterna che esplode causando la morte di trentadue persone arse dalle fiamme e soffocate dai fumi, tra cui bambini morti tra atroci sofferenze; due intere vie distrutte, decine e decine di feriti, un centinaio di persone senza tetto, una ferita nel cuore di una città che non riesce a smettere di piangere. «Un episodio spiacevolissimo».

La frase assume un significato ancora più doloroso se inserita nel suo contesto. Moretti dice ai senatori che lo ascoltano: «Vi prego di considerare che quest’anno, per la sicurezza – a parte questo spiacevolissimo episodio di Viareggio – abbiamo ulteriormente migliorato: siamo i primi in Europa». Secondo l’ad delle Ferrovie, le file di bare viareggine sono solo un’eccezione rispetto ai progressi fatti sul piano della sicurezza su rotaia. «Vi invito a riflettere – aggiunge Moretti – se da un lato tutti sono favorevoli alla liberalizzazione, dall’altro però appena succede la minima cosa, vogliono tutti essere più "sicuri" del re». Proprio così: «La minima cosa».

Poi Moretti si lamenta: «Vorrei farvi presente che in qualunque modo ci muoviamo abbiamo cartelli di condanna. Questo non lo riteniamo né giusto né ragionevole». Del resto già a fine luglio, con le bare appena chiuse, dichiarò: «Quando c’è un incidente sembra caschi il mondo…».

La famiglie delle vittime. «Moretti farebbe meglio a stare zitto», commenta a caldo Luciana Beretti che nella strage ha perso il figlio, Federico Battistini, la giovane nuora, Elena Iacopini, i consuoceri. E Daniela Rombi, madre di Emanuela Menichetti, deceduta ad agosto al telefono trema dalla rabbia: «È un’indecenza». Nel pomeriggio arriva la presa di posizione dell’associazione "Il mondo che vorrei", nella quale si ritrova chi ha perso i propri in quella maledetta notte: «Moretti faccia l’unica cosa che avrebbe dovuto fare all’indomani del disastro: si dimetta».

La lettera del sindaco. «L’ingegnere Moretti non ritiene giusti e ragionevoli i cartelli contro di lui? Non sono né giusti, né ragionevoli i 32 morti che la nostra città sta piangendo». È una delle parti più dure della lettera che il sindaco di Viareggio, Luca Lunardini, ha spedito a Moretti e che il nostro giornale ha pubblicato per intero. Il sindaco definisce le parole del capo di Fs «offensive» e «riduttive» e invita il destinatario a venire a Viareggio per «comprendere quanto sia stato profondamente lacerato il tessuto cittadino» e «per incontrare i familiari delle vittime, uomini e donne che hanno saputo affrontare lutti e dolori inenarrabili con una dignità e una compostezza di cui vado fiero, e che meritano, al di là di ogni cosa, e in ogni consesso, il nostro profondo cordoglio e rispetto».

(04 marzo 2010)  Copiato da " Il Tirreno " edizione Versilia
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IL PERICOLO DI UN’ INFORMAZIONE SBAGLIATA

Mi permetto di insistere sull’argomento perchè mi sto rompendo le scatole di leggere certe cazzate utili solo ad una cattiva pubblicità e perchè voglio sottolineare che quanto pubblicato nell’articolo di Roberto Scafuri, riportato qui sotto, è nettamente fuorviante ed assolutamente in contrasto con quella che è la filosofia del Carnevale e aggiungo, completamente ignorante su alcune realtà incontestabili della storia del Carnevale di Viareggio.

 

Mettiamo il caso che una persona qualunque come me non abbia mai visto nè sentito parlare del Carnevale di Viareggio e che, sfogliando un quotidiano a tiratura nazionale come " Il Giornale " legga un articolo, come quello di Roberto Scafuri, che parla casualmente del Carnevale di Viareggio.

Dopo averlo letto, il primo pensiero che viene in mente è sicuramente questo: " Che schifezza è? E ci fanno pure la diretta Rai? Tu guarda come vengono sperperati i soldi di noi poveri contribuenti!

Il disappunto arriva chiaro e deciso al lettore il quale nauseato al punto giusto decide che mai e poi mai spenderà soldi per se e la propria discendenza a Viareggio, figuriamoci per il Carnevale. 

Mentre leggevo l’articolo cercavo di immaginare questo giornalista, bisogna capirlo in qualche modo. Magari proprio quel giorno aveva appena ricevuto un cazziatone dal capo o forse gli avevano annullato le ferie programmate da tempo o peggio ancora la donna l’aveva mollato il giorno prima. Questo giustificherebbe ragionevolmente il tono schifato di un giornalista che evidentemente non è mai stato a Viareggio e non ha mai visto una sfilata di Carnevale se non in una puntata di un’ ora trasmessa in un pomeriggio di pioggia di un giorno lavorativo, indubbiamente con meno persone di quante siamo abituate a vedere e con i carristi preoccupati per le condizioni di maltempo e per il vento sicuramente dannoso alle costruzioni.

Invece cosa fa Scafuri? Rovescia una serie di impressioni personali così orrende da meritare alcune doverose precisazioni, da me che sono una semplice cittadina ma che forse ne sa un pò più di lui.

 

La diretta Rai: sono 5 anni che vien concessa al Carnevale di Viareggio, nessun stravogimento del palinsesto, questo è un dato di fatto.

La satira: Da sempre il Carnevale si è occupata principalmente dei personaggi politici di spicco oltre naturalmente ai temi di interesse sociale. Ce n’è stato per Craxi e ministri annessi, anticipando già allora il tema di Tangentopoli, per Andreotti definito come Papa Nero della politica occulta, adesso che c’è Berlusconi si parla ovviamente anche di lui. 

I costruttori alla Fidel: Ma dove l’ha visto? Il Mussolini sul carro di seconda categoria non l’ha notato? A proposito complimenti ai F.lli Cinquini per la vittoria di questo bellissimo carro!

Ossessione anti-Berlusca: Abbiamo detto che adesso c’è lui al governo. L’ossessione mi pare che l’abbia Scafuri.

Peccato che il minuto di silenzio osservato nel ricordo delle 32 vittime della strage del 29 Giugno non l’abbia notato e nemmeno il carro a loro dedicato e nemmeno quello dedicato al tema del razzismo " Una sola madre: la Terra " che ha vinto il primo premio delle costruzioni di seconda categoria ( GRANDI! ) e nemmeno quello sulla violenza alle donne e nemmeno quello sull’alienazione operaia, nè quello su Michael Jackson… nella centenaria storia del Carnevale, lo ripeto, sono sempre stati trattati i maggiori argomenti e personaggi politici del momento, nessuno escluso e tutti con l’interpretazione artistica del costruttore che li voleva descrivere nella sua creazione di cartapesta.

Il sospetto rimane comunque che tutto quello che riguarda la satira politica con protagonista il Presidente del Consiglio, infastidisce molto, anzi moltissimo lui ed in generale " Il Giornale "

E questo lo chiamiamo giornalismo? Possiamo chiamare critica costruttiva l’articolo di Scafuri? Se a Lei non piace il Carnevale a me non me ne può fregare di meno, però per favore la smetta di scrivere assurdità e si documenti meglio così la prossima volta, se mai ci sarà, eviterà di fare una figuraccia da quattro soldi.

A proposito, ringrazi il cielo che può ridere tutto l’anno, non sa quanto sia fortunato! 

 

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” E RAI3 STRAVOLGE IL PALINSESTO PER IL CARNEVALE DEGLI ANTI-CAV ” – ARTICOLO UMORISTICO DE ” IL GIORNALE ” DEL 18-02-10

articolo di giovedì 18 febbraio 2010

 

E Rai3 stravolge il palinsesto
per il carnevale degli anti-Cav

di Roberto Scafuri

 

 
Nella rossa Toscana l’ossessione è sempre Berlusconi con i suoi ministri messi alla gogna, da Brunetta alla Gelmini. Nella diretta un festival a senso unico

Roma – Quest’anno pareva che ce la si facesse. A un certo punto sarebbe bastato un niente, un soffio ancora e via. Spazzato via. Invece le speranze di non assistere al solito spettacolo, come tutti i bei sogni, erano crollate all’alba del 5 gennaio scorso, un bigio martedì non grasso. Il dispaccio era piombato nelle redazioni con quel vago tono minaccioso riservato agli eventi inutili, impossibili, dunque ineluttabili.

Gongolava il presidente dell’Apt viareggina, annunciando che «con grande piacere anche il Carnevale di Viareggio 2010 sarà protagonista della diretta della terza rete… un risultato reso possibile grazie all’entusiastico impegno del caporedattore del Tgr Toscana, che ha ottenuto di inserire nel palinsesto di RaiTre oltre un’ora di diretta…». Basta: fallito il piano «a», s’era comunque pronti a tutto. Persino a sorbirsi per l’ennesima volta quell’allegria di cartapesta che fa tristezza già nei 120 secondi dei rituali servizi del Tg, figurarsi per un’ora e passa. Nessun malanimo, per carità: anche se è chiaro che una festa alla quale non si partecipa, che non sembra divertire neppure quelli che stanno al freddo in piazza – per di più sbirciata al di qua del tubo catodico – è uno di quei piccoli eventi capaci di metterti di pessimo umore in un batter d’occhi.
Epperò. La tradizione val bene una messa, e quella dei carri viareggini resta una «nicchia» per un pubblico particolare, un piccolo vanto da tutelare, specie da quando i latin lovers del Forte sono specie estinta (e la dolce vita di Bussola e dintorni svanita con essi). Consumato e accettato con vigore lo «strappo» al palinsesto di Raitre in nome del Soviet Supremo Toscano – compagni in estinzione quanto i latin lovers – ecco comparire in tivù i «carristi». Per i lettori di una certa esperienza, il termine già racchiuderebbe annessi e connessi, essendo l’affettuoso termine «carristi» assegnato a tutti quei compagni trinariciuti che, negli anni Quaranta-Cinquanta-Sessanta, considerarono salutari scampagnate gli «sconfinamenti» dei carri armati russi in Polonia, Ungheria e Cecoslovacchia. Nulla a che vedere con i «carristi» viareggini sfilati in tivù, cioè i costruttori dei carri della sfilata. Salvo che per le loro barbe alla Fidel e i loro discorsi fatalmente e politicamente «corretti».

La noia avrebbe avuto partita vinta, se l’inizio del corteo non avesse aggiunto al tedio e al malumore anche un’insopprimibile ventata di tristezza. Ecco il carro «Machinarius», che ricorda l’alienazione operaia; quello per l’amicizia italo-cinese con il banalissimo dragone; l’«Alfabeto apocalittico», compendio di tetre citazioni letterarie. Si aspetta la politica, che in Italia tiene di buonumore: ma invece sfila il classico carro anti-Berlusca, e un altro che raffigura il premier come «Edward mani di forbice» (film gothic-noir di Tim Burton), e poi un terzo che lo vede sultano tra le baiadere, e quindi albero di fico, e poi Gobbo di Notre-Dame», e quindi Casanova…

Una vera ossessione: ovunque il capo del governo e i suoi ministri. Alfano e Brunetta, Bossi e Maroni, la Gelmini e Tremonti. C’è il carro con il presidente della Camera Fini, che scruta i lavori parlamentari con una cinepresa e perciò viene definito Cameraman (che calembour!). Un’orgia di fantasia sfrenata (si fa per dire) che accresce l’ansia per i buffi personaggi dell’opposizione. Anzi: della sinistra, che da queste parti la fa da padrone e dunque sarebbe oggetto prelibato di una satira burlesca. Scorre il presidente Napolitano che fa il Coniglio bianco di Alice nel paese delle meraviglie (che sberleffo!), e il presidente americano Obama raffigurato come Superman che salva la statua della Libertà in gramaglie (che coraggio!).

Alla fine non si vedono né Bersani, né D’Alema, né la Bindi né Veltroni, né il sindaco fiorentino. Neppure uno straccio di Franceschini, un Beppefioroni, nulla, nisba. Grigiore s’unisce a grigiore, il politically correct sprofonda sotto due tonnellate di noia, l’ideologia si fa beffe della fantasia. Un deserto privo di gioia, che porta il decano dei «carristi», Arnaldo Galli, a rimpiangere Andreotti e a spiegare tra il lusco e il brusco sulla sparizione della sinistra dal Carnevale: «Perché? Perché è sparita in sé: punto e basta». Nulla da obbiettare, amen. A farci ridere ci pensano tutto l’anno, meglio non esagerare.


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Il diamante greco – 15

Zia, adesso che conosci tutta la storia devi aiutarmi a fuggire, non posso fermarmi qui con te, ho bisogno che tu mi nasconda da qualche parente o conoscente che possa ospitarmi per un po’. Devo far perdere le tracce in modo che non riescano mai a trovarmi. Non voglio tornare in Grecia… ti prego, voglio andare il più lontano possibile!

- Tesoro mio, ancora non riesco a crederci, sono sconvolta per tutto quello che ti è accaduto. Devi darmi il tempo di pensare alla persona giusta, dovrò avvisarla e inventare un motivo valido per farti ospitare. Domani cercherò una soluzione che possa andar bene a te e al tuo bambino.

- Zia, domani potrebbe essere già tardi – rispose Jennifer esasperata – Questo è l’unico posto dove Alex potrebbe venire a cercarmi… forse è già qui, lui ha molte conoscenze, se mi fermo un giorno di più sono perduta… devo andarmene immediatamente.

- Calmati Jenny, adesso non sono in grado di mandarti da nessuna parte. Sono sicura che ci vorrà del tempo prima che tuo marito riesca a trovare questa fattoria e poi hai bisogno di riposare in un letto comodo, cara, pensa al tuo bambino! Domani mattina presto farò le chiamate necessarie così potrai partire subito.

- Grazie zia, sapevo di poter contare su di te, mi dispiace darti tanto pensiero…

- Non dirlo nemmeno per scherzo Jenny, sei come una figlia per me, farò tutto il possibile per uscire da questa situazione!–br–

Jennifer abbracciò forte l’anziana donna piangendo di rabbia e sconforto – Sarà meglio che faccia un salto dalla nostra amica parrucchiera – aggiunse Jenny -  Ho bisogno di un nuovo taglio di capelli per cominciare la mia nuova vita! – aggiunse speranzosa.

 

Nonostante avesse smesso da tempo, Alex giunse alla convinzione che fumare una sigaretta fosse al momento quanto di più utile da fare. Sbuffando con forza il fumo in aria, cercò di ragionare sui pochi elementi oggettivi che aveva. C’erano alcune eventualità da prendere in considerazione per riuscire a rintracciare la nostra cara Lucy come per esempio chiedere al bar del paese, o all’ufficio postale o perché no, al negozio di parrucchiera, chissà come mai in qui posti sanno sempre tutto di tutti.

 

Proviamo a fare questi tentativi Sebastian altrimenti dovremo passare in rassegna tutte e cinque le fattorie – concluse Alex imprecando a voce alta.

 

Al bar non conoscevano affatto Lucy, evidentemente la donna non era tipo che frequentava certi locali. Nemmeno all’ufficio postale riuscirono ad avere sufficienti informazioni, l’impiegato era nuovo del posto e non conosceva ancora abbastanza gli abitanti del paese.

 

Sebastian voleva abbandonare l’impresa per iniziare la perlustrazione capillare delle fattorie, Alex invece decise di fare l’ultimo tentativo nel piccolo negozio di parrucchiera che aveva intravisto non lontano dal loro hotel, con una buona scusa forse poteva ricavare la dritta giusta per giungere alla donna.

 

Jennifer si trovava già lì da un’ora, Annette le aveva tagliato i capelli e li aveva tinti con una colorazione all’henné, rosso naturale. Jennifer e lei erano amiche d’infanzia e la confidenza che le legava favorì Jenny nel raccontare la sua turbolenta storia, ricca di particolari suscitando espressioni di stupore e spavento nell’amica che ascoltava in silenzio immaginando il tipo di persona che doveva essere il marito.

 

Per esempio, come quello che era entrato in quel momento, almeno da come lo aveva descritto Jenny, che voltava le spalle alla porta e non si era accorta di niente.

Alto, con i capelli ricci lunghi che incorniciavano il viso importante, appena entrò nel negozio fece calare un muro di silenzio da parte delle clienti e Annette provò immediatamente un forte senso di disagio nonchè di istintivo pericolo.

Con forzata disinvoltura alzò lo sguardo su quello fiero e sicuro dell’uomo che sorrise cordialmente senza perderla di vista un istante.

- Buongiorno signora, avrei bisogno cortesemente di un’informazione. Devo consegnare una fornitura di mangimi per animali ad una certa signora Lucy, purtroppo il foglio dell’ordine si è bagnato e non riesco a leggere né il cognome né il nome della fattoria. Lei può aiutarmi?

 

Quella voce…l’avrebbe riconosciuta tra un milione, Jenny si paralizzò sulla sedia, immobile con la rivista in mano senza riuscire nemmeno a respirare, attese con l’udito concentrato al massimo.

Annette deglutì cercando di comportarsi con naturalezza, quell’uomo aveva qualcosa che non andava, era troppo signorile e affascinante per essere un rappresentante qualunque, lei ne aveva conosciuti tanti e tutti quanti erano in realtà ben più rozzi e ignoranti di lui.

- Ha detto Lucy? No, mi dispiace ma non conosco nessuna cliente con quel nome! – rispose Annette un po’ troppo velocemente.

Alex, lentamente, dette un’occhiata al negozio osservando le donne che in quel momento lo stavano esaminando con curiosità.

- Non importa, la ringrazio lo stesso, buona giornata! – così uscì salutando la parrucchiera con un ultima occhiata penenetrante e quasi di sfida, avvicinandosi a Sebastian che si trovava poco distante, con espressione trionfante

- Che succede capo? Hai avuto l’informazione? – chiese soddisfatto l’uomo.

 

- No… molto meglio! Sebastian occupati della parrucchiera e non perderla di vista un solo istante, io mi occuperò di una persona che non si è nemmeno voltata a guardare un nuovo arrivato, non ti sembra strano che in un piccolo paese frequentato dalle solite persone non ci si volti a guardare in faccia uno straniero?

 

   

 

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PROCESSO BREVE, IMPOSSIBILE SCOPRIRE VERITA’ SU VIAREGGIO

«CHI lo dirà ai padri e alle madri di Viareggio, che hanno perso ragazzi di 18 o 20 anni, che lo Stato rinunzia ad accertare la veritàe le responsabilità per la morte dei loro cari, solo perché l’ indagine e il processo si sono rivelati complicati e difficili?», chiede il procuratore generale della Toscana Beniamino Deidda. FUORI dall’ aula bunker di Santa Verdiana, dove ieri mattina è stato inaugurato l’ anno giudiziario, hanno manifestato per ore, intirizziti sotto la pioggia, i familiari delle vittime del disastro ferroviario di Viareggio del 29 giugno 2009, «senz’ altro l’ incidente più grave avvenuto nel dopoguerra in ambito ferroviario», ha detto il pg Deidda. L’ indagine è estremamente complessa «sia per la dinamica dell’ incidente sia per la farraginosità di una normativa tecnica abbondante e disordinata», ma le responsabilità saranno accertate «con tempestività e rigore». E’ un impegno che Deidda si è assunto pubblicamente, anche a nome dei magistrati di Lucca. Ma tutto sarà vano se interverrà il processo breve, che manderà in fumo «delicatissimi processi penali caratterizzati da lunghee complesse indagini e da costosi accertamenti dibattimentali». Parti offese e imputati innocenti non riceveranno alcuna tutela, che sarà invece accordata agli «autori di reati anche gravissimi, ai quali non parrà vero che lo Stato decida di decretare la fine del processo»: «Questo non è il processo breve,è il processo negato». L’ affanno della giustizia è innegabile. Il presidente dell’ ordine degli avvocati Roberto Russo ha ricordato che al tribunale di Firenze una causa civile dura in media 900 giornie in appello 771. Il presidente della Corte d’ Appello Fabio Massimo Drago ha documentato che mancano magistrati (in Toscana sono 380 invece di 448) e personale: le stesse piante organiche sono insufficienti e le procedure asfissianti. «Accanto alle riforme si trovino i mezzi per potenziare le procure», ha detto il vicepresidente del Csm Nicola Mancino: «Non solo le carceri ma anche gli uffici giudiziari sono in emergenza». E non perché i magistrati siano fannulloni e «disturbati mentali». Quando ha preso la parola il rappresentante del ministro, Arcibaldo Miller, una ventina di loro, con la Costituzione in mano, è uscita dall’ aula: «Basta insulti e aggressioni, basta falsità, basta riforme distruttive». «Il processo breve – ha detto il giudice Luca Minniti – è lo sterminio dei diritti dei cittadini e degli imputati innocenti». (f.s.) – FRANCA SELVATICI
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Il diamante greco – 14

Alex ascoltò in silenzio l’intera conversazione di Klaus e poi chiuse la comunicazione con una smorfia di disappunto.

 

Non era sicuro di riuscire nell’impresa, il poco tempo che aveva a disposizione giocava in modo sfavorevole; in soli due giorni doveva trovare Jennifer, spiegarle l’accaduto e convincerla a tornare via con lui, no decisamente non ci sarebbe riuscito.

 

Imprecò a voce alta sorprendendo Sebastian che smise di fissarlo bonariamente, intuendo l’ennesimo problema da risolvere.

- Affittiamo subito un’auto, dobbiamo partire immediatamente, non c’è tempo da perdere! – sentenziò Alex.

Scelsero una comoda automobile di grossa cilindrata e con quella iniziarono il nuovo lungo viaggio verso lo Stato del Nevada.

Percorsero la strada sostando unicamente per i bisogni fisiologici, mangiando in auto e alternando la guida in modo da far riposare l’altro, un viaggio massacrante e snervante, con l’unico obiettivo di arrivare prima possibile e mettere al sicuro Jennifer.

 

Con occhi cerchiati per la stanchezza e la barba incolta Alexandre, giunto a destinazione scese finalmente dalla macchina allungando le braccia per distendere i muscoli della schiena, come lui anche Sebastian si sentiva a pezzi.–br–

 

- Capo, troviamo un posto dove dormire, sto per crollare! – implorò la guardia del corpo. – Ok, un paio d’ore di riposo e una doccia e poi cominciamo le ricerche… non sarà facile – rispose preoccupato Alex.

 

Ignara del destino che l’attendeva Jennifer era arrivata dritta all’appuntamento con suo marito che era giunto addirittura prima di lei nella cittadina natale di sua zia. Chiamò suo cugino Jimmy per farsi accompagnare alla fattoria e senza svelare una parola di troppo su quell’inaspettata visita si preparò mentalmente una buona versione dei fatti da raccontare all’anziana donna che l’aveva allevata e per la quale nutriva profondo amore e rispetto.

 

La fattoria si trovava distante dal piccolo centro cittadino ma constava di un bar, un alimentari, una parrucchiera, una trattoria, una farmacia, una banca ed un ufficio postale. Il minimo indispensabile per vivere autonomamente.

 

Lucy la vide entrare dal cancello principale e si avviò entusiasta verso di lei abbracciandola forte come faceva quando era piccola. Istintivamente capì che qualcosa non andava affatto bene, prese il volto di Jennifer tra le mani: Cosa ti è successo piccola mia? – La ragazza si rifugiò disperata tra le sue braccia in un pianto disperato.

 

Non lontano da lì Alex si svegliò nel letto della piccola camera di un hotel, l’adrenalina gli aveva impedito di riposare quanto avrebbe voluto, pertanto decise di fare un doccia e di uscire fuori a dare un’occhiata in giro. Quasi casualmente Alex aveva scoperto che l’indirizzo fornito da Klaus era incompleto pertanto senza avvisare Sebastian si recò all’ufficio postale per cercare l’ubicazione esatta ma con sua amara sorpresa aveva scoperto che erano cinque, tutte dislocate nella medesima strada e nessuna recava il cognome della moglie e peggio ancora quello di sua zia.

 

Il sangue gli salì violentemente alla testa facendogli pulsare la vena del collo, non era possibile, in questo modo ci sarebbero voluti tre mesi per scoprire la fattoria giusta.

 

L’unico modo era quello di chiedere in giro, con il rischio di insospettire i diretti interessati e far scappare nuovamente Jennifer.

Che fare? Forse occorreva fare le domande giuste alle persone giuste, ma a chi?

 

Tornò sui suoi passi trovando un preoccupatissimo Sebastian fuori sulla strada ad aspettarlo. – Non dire niente! – urlò Alex – Abbiamo un altro grosso problema, ci sono ben cinque fattorie con lo stesso indirizzo, non so quale delle cinque sia la nostra e tra 30 dobbiamo tornare in Grecia!

 

 

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GIORNATA DELLA MEMORIA – 65 ANNI FA ORRORE SHOAH

Khamenei, verra’ giorno distruzione Israele

 

Le celebrazioni ufficiali del Giorno della memoria nel ricordo del 65/mo dell’abbattimento dei cancelli del campo di sterminio di Auschwitz si sono aperte al Quirinale con una cerimonia alla quale il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha invitato le alte cariche dello Stato, gli amministratori locali e molti ex deportati, i loro familiari e studenti che hanno partecipato al concorso che premia i lavori scolastici rivolti ad approfondire la conoscenza della Shoah.

Ospite d’onore il premio Nobel Elie Wiesel. Hanno ricordato la tragedia dello sterminio degli ebrei il presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane, Renzo Gattegna, e il sottosegretario all’Istruzione Giuseppe Pizza. Il presidente della Repubblica ha premiato le scuole vincitrici del concorso ed ha conferito una medaglia d’oro al merito civile alla memoria della signora Emilia Marinelli Valori, che tra il 1938 e il 1945, a Meolo (Venezia) "a rischio della propria vita offrì sostegno alle forze partigiane e organizzò un’attività clandestina per dare ospitalità e assistenza a molti ebrei e ad altri perseguitati, che riuscì a sottrarre alla deportazione e alla morte". La medaglia è stata ritirata dal figlio, Giancarlo Elia Valori. Ai sopravvissuti nei campi di sterminio sono state conferite altre 80 medaglie.

Giorgio Napolitano ha accolto al Quirinale il premio Nobel Elie Wiesel con parole calorose. "Lei rappresenta – ha detto – la voce più alta che potessimo ascoltare oggi, e saremo lieti di ascoltare fra poco il suo intervento a Montecitorio. Lei ha meritato in Italia ammirazione e rispetto per l’impegno incessante a tenere alta la memoria e la lotta per i diritti umani per una pacifica convivenza tra i popoli. Grazie di essere qui".

Il presidente della Repubblica ha spiegato di aver voluto la cerimonia al Quirinale "perché è la casa degli italiani ed è bello sentire qui la voce dei ragazzi che hanno studiato la resistenza, la guerra e l’epilogo tragico dello sterminio degli ebrei. Vedere come si sono dedicati a questo studio è motivo di conforto per noi", ha concluso con la voce incrinata dalla commozione.

L’esperienza della Shoah, della deportazione e dello sterminio degli ebrei "é una tragica esperienza ancora carica di insegnamenti e di valori", ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al Quirinale ringraziando con commozione gli studenti che si sono impegnati ad approfondirne la conoscenza. "E’ motivo di concorso per noi. Noi non chiediamo di meglio per trasmettere il testimone, a nome dello Stato, ai giovani".

PAPA, MAI PIU’ CRIMINI COSI’ EFFERATI – Quelli compiuti dalla Germania nazista, in particolare contro il popolo ebraico, sono "crimini di inaudita efferatezza". Lo ha detto il Papa che, nella giornata della memoria ha invocato "Dio onnipotente" affinché "illumini i cuori e le menti, perché non si ripetano più tali tragedie!". Il ricordo della Shoah, ha detto al termine del’udienza generale nell’aula Paolo VI, "susciti un sempre più convinto rispetto della dignità di ogni persona, perché tutti gli uomini si percepiscano una sola grande famiglia".

"Sessantacinque anni fa, il 27 gennaio 1945 – ha detto il Papa ai fedeli riuniti nella Sala Nervi – venivano aperti i cancelli del campo di concentramento nazista della città polacca di Oswiecim, nota con il nome tedesco di Auschwitz, e vennero liberati i pochi superstiti. Tale evento e le testimonianze dei sopravvissuti – ha proseguito – rivelarono al mondo l’orrore di crimini di inaudita efferatezza, commessi nei campi di sterminio creati dalla Germania nazista".

Benedetto XVI ha sottolineato come oggi si celebri il Giorno della Memoria, "in ricordo di tutte le vittime di quei crimini, specialmente dell’annientamento pianificato degli Ebrei, e in onore di quanti, a rischio della propria vita, hanno protetto i perseguitati, opponendosi alla follia omicida". "Con animo commosso", il pensiero di papa Ratzinger è andato "alle innumerevoli vittime di un cieco odio razziale e religioso, che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte in quei luoghi aberranti e disumani". "La memoria di tali fatti – è stato l’appello del Pontefice tedesco -, in particolare del dramma della Shoah che ha colpito il popolo ebraico, susciti un sempre più convinto rispetto della dignità di ogni persona, perché tutti gli uomini si percepiscano una sola grande famiglia". "Dio onnipotente – ha concluso Benedetto XVI – illumini i cuori e le menti, affinché non si ripetano più tali tragedie!".

BERLUSCONI, IL RICORDO E’ UN DOVERE - "Il ricordo è un dovere, perché tutto ciò non possa più accadere". Così il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, rende omaggio al giorno della memoria a dieci anni dalla legge che ha previsto la sua istituzione "in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti". Si tratta, scrive il premier in un messaggio, di "un’iniziativa importante del Parlamento italiano, che ha portato all’attenzione dello Stato e di tutto il Paese il ricordo di un evento fino a quel momento coltivato prevalentemente dalla comunità ebraica, che ne è stata vittima. Grazie a questo provvedimento, il ricordo della Shoah é uscito dallo stretto ambito privato ed è stato affidato alle Istituzioni il compito di rendere omaggio alle vittime e di proteggere le future generazioni da deliranti ideologie ispirate dall’odio razziale".

KHAMENEI, VERRA’ GIORNO DISTRUZIONE ISRAELE – La guida suprema dell’Iran, Ali Khamenei, nel giorno in cui si celebra la Giornata della Memoria, ha detto che "un giorno verrà in cui le nazioni della regione (mediorientale, n.d.r.) assisteranno alla distruzione del regime sionista". Khamenei ha parlato ieri sera nel corso di un incontro a Teheran con il presidente della Mauritania, Mohamed Ould Abdel Aziz, e la dichiarazione è stata riportata oggi sul suo sito. "Il regime sionista – ha detto Khamenei – attraverso le pressioni, il blocco e il genocidio vuol fra sparire la Palestina dalle nazioni islamiche, ma non ci riuscirà". "Sicuramente – ha aggiunto la Guida suprema – un giorno verrà in cui le nazioni della regione assisteranno alla distruzione del regime sionista. Quando e come questa distruzione avverrà, dipenderà dal modo in cui le nazioni islamiche affronteranno la questione".

SCHIFANI, OGGI SIAMO TUTTI EBREI - ”Ogni uomo oggi e’ ebreo. Anche io oggi sono ebreo”: sono le parole conclusive dell’intervento pronunciato dal presidente del Senato Renato Schifani ”emozionato e commosso”, come lui stesso ha detto, alla Risiera di San Sabba nel Giorno della Memoria. Il presidente del Senato, accompagnato dal Segretario generale, ha richiamato il valore della memoria come strumento indispensabile per salvare la speranza del futuro. ”La verita’ dell’olocausto va affermata, ricordata, compresa fino in fondo. Ogni ipocrisia – ha proseguito Schifani, ricollegando la memoria della Shoah all’attualita’ – va smascherata. Oggi i confini di Israele non sono mero dato geografico, sono i confini della nostra stessa Patria, i confini della nostra civilta’, i confini della nostra storia. Questo significa ricordare: non gettare lo sguardo solo al passato, ma gettare ponti per un futuro di pace vera. In questo senso, ogni uomo oggi e’ ebreo. Anche io oggi sono ebreo”.

"Olocausto propaganda sionista" e "27/01: ho perso la memoria". Accanto una croce celtica. Queste le scritte tracciate sul muro accanto all’ingresso del Museo della Liberazione di Via Tasso a Roma. Le scritte, lunghe quasi due metri e realizzate con una bomboletta spray nera, sono state notate questa mattina. Imbrattata anche la targa di marmo posta all’ingresso del Museo. Un mezzo del servizio decoro dell’Ama, l’azienda che si occupa di rifiuti a Roma, ha cancellato con potenti getti d’acqua le scritte antisemite apparse questa notte sull’edificio del Museo storico della Liberazione a via Tasso a Roma. Le scritte sono apparse sull’angolo dell’edificio con via Francesco Berni. "Le ho scoperte io questa notte verso l’una – spiega Agostino, custode del museo da molti anni – ho subito avvisato il commissariato di via Petrarca. Sono solo dei cretini, e forse non bisognerebbe dargli tanta importanza perché è quello che vogliono".

 

ANSA 27-01-10

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Grazie!

Grazie per la vostra compagnia, la vostra amicizia, la solidarietà e comprensione, la simpatia, la pazienza e ironia. Grazie per gli auguri che mi avete fatto oggi per il mio compleanno. Ringrazio le ragazze che mi hanno inviato messaggi in pv e sul cellulare, non sapete quanto mi abbiano fatto piacere, in occasioni come questa mi rendo conto ancora di più che al di là di un computer esistono persone speciali e vere come voi.

Solitamente oggi mia madre si sarebbe prodigata a cucinare il mio menù preferito: spaghetti allo scoglio ( con cozze e vongole ) e pesce al forno, poi non sarebbe mancato il dolce e lo spumante secco. Era una consuetudine che scaldava il cuore.

Oggi invece io e mia sorella ( il mio compagno lavora e mangia fuori casa ) abbiamo privilegiato un menù consono ai bambini che non amano il pesce, abbiamo comprato una vaschetta di profiterol già pronta ed una bottiglia da 37.5cl di spumante. Io, lei ed i bimbi.

Una giornata intima con un’unica grande assente, una giornata strana, meno male che ci siete voi. Un bacione a tutte

Cri!

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