Zia, adesso che conosci tutta la storia devi aiutarmi a fuggire, non posso fermarmi qui con te, ho bisogno che tu mi nasconda da qualche parente o conoscente che possa ospitarmi per un po’. Devo far perdere le tracce in modo che non riescano mai a trovarmi. Non voglio tornare in Grecia… ti prego, voglio andare il più lontano possibile!
- Tesoro mio, ancora non riesco a crederci, sono sconvolta per tutto quello che ti è accaduto. Devi darmi il tempo di pensare alla persona giusta, dovrò avvisarla e inventare un motivo valido per farti ospitare. Domani cercherò una soluzione che possa andar bene a te e al tuo bambino.
- Zia, domani potrebbe essere già tardi – rispose Jennifer esasperata – Questo è l’unico posto dove Alex potrebbe venire a cercarmi… forse è già qui, lui ha molte conoscenze, se mi fermo un giorno di più sono perduta… devo andarmene immediatamente.
- Calmati Jenny, adesso non sono in grado di mandarti da nessuna parte. Sono sicura che ci vorrà del tempo prima che tuo marito riesca a trovare questa fattoria e poi hai bisogno di riposare in un letto comodo, cara, pensa al tuo bambino! Domani mattina presto farò le chiamate necessarie così potrai partire subito.
- Grazie zia, sapevo di poter contare su di te, mi dispiace darti tanto pensiero…
- Non dirlo nemmeno per scherzo Jenny, sei come una figlia per me, farò tutto il possibile per uscire da questa situazione!–br–
Jennifer abbracciò forte l’anziana donna piangendo di rabbia e sconforto – Sarà meglio che faccia un salto dalla nostra amica parrucchiera – aggiunse Jenny - Ho bisogno di un nuovo taglio di capelli per cominciare la mia nuova vita! – aggiunse speranzosa.
Nonostante avesse smesso da tempo, Alex giunse alla convinzione che fumare una sigaretta fosse al momento quanto di più utile da fare. Sbuffando con forza il fumo in aria, cercò di ragionare sui pochi elementi oggettivi che aveva. C’erano alcune eventualità da prendere in considerazione per riuscire a rintracciare la nostra cara Lucy come per esempio chiedere al bar del paese, o all’ufficio postale o perché no, al negozio di parrucchiera, chissà come mai in qui posti sanno sempre tutto di tutti.
Proviamo a fare questi tentativi Sebastian altrimenti dovremo passare in rassegna tutte e cinque le fattorie – concluse Alex imprecando a voce alta.
Al bar non conoscevano affatto Lucy, evidentemente la donna non era tipo che frequentava certi locali. Nemmeno all’ufficio postale riuscirono ad avere sufficienti informazioni, l’impiegato era nuovo del posto e non conosceva ancora abbastanza gli abitanti del paese.
Sebastian voleva abbandonare l’impresa per iniziare la perlustrazione capillare delle fattorie, Alex invece decise di fare l’ultimo tentativo nel piccolo negozio di parrucchiera che aveva intravisto non lontano dal loro hotel, con una buona scusa forse poteva ricavare la dritta giusta per giungere alla donna.
Jennifer si trovava già lì da un’ora, Annette le aveva tagliato i capelli e li aveva tinti con una colorazione all’henné, rosso naturale. Jennifer e lei erano amiche d’infanzia e la confidenza che le legava favorì Jenny nel raccontare la sua turbolenta storia, ricca di particolari suscitando espressioni di stupore e spavento nell’amica che ascoltava in silenzio immaginando il tipo di persona che doveva essere il marito.
Per esempio, come quello che era entrato in quel momento, almeno da come lo aveva descritto Jenny, che voltava le spalle alla porta e non si era accorta di niente.
Alto, con i capelli ricci lunghi che incorniciavano il viso importante, appena entrò nel negozio fece calare un muro di silenzio da parte delle clienti e Annette provò immediatamente un forte senso di disagio nonchè di istintivo pericolo.
Con forzata disinvoltura alzò lo sguardo su quello fiero e sicuro dell’uomo che sorrise cordialmente senza perderla di vista un istante.
- Buongiorno signora, avrei bisogno cortesemente di un’informazione. Devo consegnare una fornitura di mangimi per animali ad una certa signora Lucy, purtroppo il foglio dell’ordine si è bagnato e non riesco a leggere né il cognome né il nome della fattoria. Lei può aiutarmi?
Quella voce…l’avrebbe riconosciuta tra un milione, Jenny si paralizzò sulla sedia, immobile con la rivista in mano senza riuscire nemmeno a respirare, attese con l’udito concentrato al massimo.
Annette deglutì cercando di comportarsi con naturalezza, quell’uomo aveva qualcosa che non andava, era troppo signorile e affascinante per essere un rappresentante qualunque, lei ne aveva conosciuti tanti e tutti quanti erano in realtà ben più rozzi e ignoranti di lui.
- Ha detto Lucy? No, mi dispiace ma non conosco nessuna cliente con quel nome! – rispose Annette un po’ troppo velocemente.
Alex, lentamente, dette un’occhiata al negozio osservando le donne che in quel momento lo stavano esaminando con curiosità.
- Non importa, la ringrazio lo stesso, buona giornata! – così uscì salutando la parrucchiera con un ultima occhiata penenetrante e quasi di sfida, avvicinandosi a Sebastian che si trovava poco distante, con espressione trionfante
- Che succede capo? Hai avuto l’informazione? – chiese soddisfatto l’uomo.
- No… molto meglio! Sebastian occupati della parrucchiera e non perderla di vista un solo istante, io mi occuperò di una persona che non si è nemmeno voltata a guardare un nuovo arrivato, non ti sembra strano che in un piccolo paese frequentato dalle solite persone non ci si volti a guardare in faccia uno straniero?